Allergia ai pollini: quando si manifesta e perché l’immunoterapia specifica è utile

L’allergia ai pollini (pollinosi) colpisce, secondo i dati dell’OMS, tra il 10% e il 40% della popolazione mondiale. A causarla sono i pollini delle piante, principalmente quelli prodotti da piante arboree e da piante erbacee selvatiche.

Negli ultimi anni, complice la nascita di nuove discipline quali l’aerobiologia e la bioclimatologia, i pollini vengono studiati con più attenzione. I Centri Nazionali di Aerobiologia e le Asl territoriali elaborano calendari pollinici con previsioni a breve termine: conoscendo l’andamento dei pollini, e sapendo quando nell’aria la loro presenza è maggiore nell’area in cui si vive, i calendari consentono di “mettersi ai ripari” per una miglior gestione dell’allergia.

Allergia ai pollini, cosa dice il calendario?

A causare la pollinosi sono i pollini trasportati dall’aria (pollini anemofili). Piccoli e leggeri, penetrano facilmente nelle vie respiratorie e causano le tipiche manifestazioni della rinite allergica, della congiuntivite fino anche all’asma. Il calendario pollinico serve a sapere in un determinato periodo dell’anno qual è la concentrazione dei pollini in una certa regione d’Italia.

Ad esempio, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, i pollini presenti sono quelli del nocciolo e dell’ontano, seguiti dal frassino, dal pioppo e dal salice. E, successivamente, dal platano. Nella primavera inoltrata sono diffusi i pollini di betulla, quercia, faggio, frassino, olivo, cipresso e pino. A fine primavera ed inizio estate i pollini a maggior concentrazione sono quelli delle graminacee e successivamente, dalla fine di agosto a far soffrire sono l’ambrosia e l’artemisia. Ovviamente nelle diverse regioni d’Italia i periodi di pollinazione possono leggermente variare, così come le concentrazioni possono essere diverse (ad esempio l’ambrosia è un problema tipico della pianura Padana mentre la parietaria è tipicamente presente al Sud o nelle regioni di mare. Che si soffra di allergie alle betullacee graminacee o composite è importante dunque consultare regolarmente il calendario pollinico della propria regione.

Perché il calendario è importante? Perché, in fase di diagnosi, agevola il collegamento tra la storia clinica e i sintomi del paziente e la positività ai test allergici e permette di impostare la corretta immunoterapia.

Cos’è l’immunoterapia specifica

L’immunoterapia specifica consiste nel somministrare quantità crescenti di un estratto di allergene, per migliorare i sintomi che il paziente avverte quando si espone a quell’allergene. Somministrando ad un individuo molecole allergeniche, in modo controllato, si va infatti ad evitare la comparsa della reazione allergica o a limitarla, limitando quindi la necessità di terapie per il controllo dei sintomi.

L’immunoterapia specifica può prevedere la somministrazione dei prodotti per via sottocutanea o sublinguale. In entrambi i casi si procede in modo progressivo: per funzionare, la terapia deve consistere nella somministrazione progressiva dell’allergene e nella concentrazione crescente del dosaggio. Un aspetto fondamentale, questo, insieme alla necessità di individuare quali allergeni causano le reazioni più forti in caso il soggetto soffra di allergie multiple.

In Italia, l’immunoterapia specifica può essere iniziata a 5 anni in via sublinguale e a 6 anni in via sottocutanea. La durata della terapia è in genere di tre anni, sebbene si consigli di proseguire per un altro anno dalla scomparsa o dell’attenuazione dei sintomi. A contare è poi l’allergene a cui il soggetto è allergico. Se si tratta di un allergene stagionale, si andrà a somministrare la terapia ogni anno prima che questo compaia nell’ambiente; se si tratta di un allergene perenne, come gli acari, l’immunoterapia verrà somministrata per tutto l’anno con dosi stabili dell’allergene dopo un primo periodo di incremento.

Presso il Centro Salute Colleoni è possibile sottoporsi ad una prima visita allergologica con la dott.ssa Maria Sole Lilleri, specializzata in Allergologia e Immunologia Clinica. Ed è possibile proseguire con lei un percorso di immunoterapia specifica per risolvere la propria sintomatologia allergica.